Modello Redditi: le scadenze 2020-2021 da segnare in agenda

Con l’approvazione del decreto Ristori quater è ufficiale la proroga al 10 dicembre 2020 del termine di presentazione del Modello Redditi 2020 (anno d’imposta 2019) e del Modello IRAP/2020. La nuova scadenza interessa tutti i contribuenti tenuti alla presentazione della propria dichiarazione dei redditi. Quindi, non solo titolari di partita IVA ma anche soggetti privati. Lo slittamento degli acconti invece riguarda solo i soggetti esercenti arti e professioni.

L’art. 2 comma 7 del DPR n 322/98 recita testualmente: “Sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza del termine, salva restando l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d’imposta”.

Dichiarazione tardiva: cos’è e come funziona

La dichiarazione dei redditi potrà essere presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di legge (nel caso in esame 10 dicembre 2020) e assumerà la denominazione di dichiarazione “tardiva”.

Il 10 marzo 2021 sarà, quindi, il termine ultimo per l’invio tardivo entro 90 giorni del modello Redditi PF 2020 relativo all’anno d’imposta 2019.

Alla sanzione prevista nel caso di invio tardivo della dichiarazione dei redditi si applicano le norme del ravvedimento operoso, che consentono di ridurre l’importo applicato in considerazione del periodo di ritardo nell’invio.

Come previsto dall’articolo 13 comma 1 lettera c) del D.Lgs. n. 472/97, le sanzioni da versare per la dichiarazione reddituale presentata tardivamente, ovvero entro il termine di 90 giorni, sono ridotte ad 1/10 del minimo.

Sostanzialmente, in assenza di imposte dovute all’erario la regolarizzazione della dichiarazione, affinché possa essere ritenuta valida a tutti gli effetti, comporta il versamento della sanzione ridotta pari ad € 25 ovvero 1/10 della sanzione minima (250 €) che deve essere versata mediante il modello F24 indicando l’importo della sanzione (€ 25), il codice tributo “8911” e l’anno in cui è stata commessa la violazione (2020).

10 marzo 2021: il termine ultimo per presentare la dichiarazione

Ricordiamo che dal 11/03/2021 la dichiarazione anno imposta 2019 viene considerata omessa e non più sanabile.