Bonus Facciate: tutto quello che c’è da sapere

La Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160/2019), ha introdotto il “bonus facciate”, ovvero la detrazione del 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi di sistemazione della facciata esterna degli edifici ubicati nelle zone del centro storico e nelle zone di completamento. Vediamo cosa c’è da sapere su questa nuova agevolazione.

Bonus facciate: a chi spetta l’agevolazione

L’agevolazione in esame spetta ai contribuenti che:

  •  Possiedono l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • Detengono l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

La detrazione spetta a condizione che la convivenza sussista alla data di inizio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese ammesse alla detrazione, se antecedente all’avvio dei lavori e le spese sostenute riguardino interventi eseguiti su un immobile, anche diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può esplicarsi la convivenza anche ai seguenti soggetti:

  •  Familiare convivente con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • Convivente di fatto, ai sensi della legge n. 76/2016.

La detrazione non spetta, invece, a chi è sprovvisto di un titolo di detenzione dell’immobile regolarmente registrato al momento dell’inizio dei lavori o al momento di sostenimento delle spese se antecedente, anche se provvede alla successiva regolarizzazione.

Bonus facciate: in cosa consiste

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) e trova applicazione quando si eseguono interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, anche strumentali. Sono inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna.

Gli edifici devono trovarsi nelle zone A e B, come individuate dal decreto ministeriale n. 1444/1968, o in quelle a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Ai fini del bonus facciate quindi:

  •  Sono agevolabili gli interventi eseguiti su edifici siti nelle zone A) o B), quindi nella generalità dei casi, nel centro storico e nella zona di completamento edificata del Comune;
  • Non sono agevolabili gli interventi eseguiti su edifici siti nelle zone C), D), E) ed F) ovvero nelle zone meno densamente edificate, o destinate alle attività agricole o industriali.

Bonus facciate: quali interventi hanno diritto alla detrazione

Sono ammessi al beneficio gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna. In particolare, la detrazione spetta per gli interventi:

  • Di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata
  • Su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura
  • Sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico.

Tra le opere agevolabili rientrano, a titolo esemplificativo:

  •  Il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento e il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, che costituiscono esclusivamente la struttura opaca verticale, nonché la sola pulitura e tinteggiatura della superficie;
  • Il consolidamento, il ripristino, compresa la sola pulitura e tinteggiatura della superficie, o il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi;
  • I lavori riconducibili al decoro urbano quali quelli riferiti alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata.

Oltre a quanto sopra danno diritto alla detrazione i seguenti interventi:

  • Grondaie
  • Pluviali
  • Parapetti
  • Cornicioni
  • Acquisto materiali
  • Progettazione e altre prestazioni professionali connesse (per esempio, perizie e sopralluoghi e rilascio dell’attestazione di prestazione energetica)
  • Installazione ponteggi
  • Smaltimento materiale
  • Iva
  • Imposta di bollo
  • Diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi
  • Tassa per l’occupazione del suolo pubblico

L’Agenzia delle entrate ha fornito ulteriori chiarimenti riguardo:

  •  Attestazione che il contribuente deve ottenere per verificare che l’immobile sia ubicato in una zona “assimilabile” alle zone omogenee A o B (d.m. 1444 del 02/04/1968), qualora il Comune non abbia approvato strumenti urbanistici idonei all’individuazione della zona;
  • Possibilità di fruire della detrazione per specifici tipi di interventi sulla facciata ed elementi costruttivi che la compongono;
  • Detraibilità delle spese sostenute per interventi iniziati nel 2019;
  • Corretta indicazione dei dati nel bonifico.

Attestazione ufficio tecnico Comune

Come chiarito dalla Circolare AE n. 2/2020, per i Comuni ove non esiste la suddivisione in zone omogenee, la detrazione è ammessa a condizione che gli edifici siano ubicati in aree che siano assimilabili alle zone omogenee A o B, secondo certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.

L’assimilazione di una determinata area alla zona omogenea A o B, non può essere attestata da un ingegnere o architetto iscritto ai rispettivi Ordini professionali ma deve risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti, ovvero dall’ufficio tecnico del Comune in cui è situato l’immobile.